Analista di mercato: cosa fa, stipendio e come diventarlo

La professione di analista di mercato rientra in quella categoria di ruoli quasi sconosciuti alla maggior parte delle persone, ma che contribuisce in realtà allo sviluppo di prodotti e servizi che tutti utilizzano quotidianamente. Attraverso il suo lavoro, infatti, l’analista di mercato gioca un ruolo chiave nell’orientare le decisioni strategiche delle aziende, sfruttando dati e informazioni per comprendere il comportamento del mercato stesso. In questo articolo, quindi, approfondiremo più nel dettaglio le dinamiche di questa professione, descrivendo quali sono le competenze e gli studi richiesti, le prospettive lavorative e salariali ma soprattutto le sue mansioni concrete. 

Cosa fa un Analista di Mercato

Un analista di mercato è in pratica un esperto nell’analisi dei dati e delle tendenze. Il suo compito è quello di svolgere delle indagini sul comportamento dei consumatori per fornire insight preziosi alle aziende. Le finalità del suo lavoro sono quindi strettamente legate al marketing, motivo per cui sempre più di frequente si utilizza il termine “marketing analyst” proprio come sinonimo di analista di mercato. Il frutto del loro operato non a caso viene utilizzato per preparare il lancio di un nuovo prodotto o servizio, oltre che per attuare delle modifiche e dei miglioramenti a ciò che invece è già presente in commercio, supportando così l’operato dei team di ricerca e sviluppo. Per fornire un’idea più chiara di cosa fa un analista di mercato, ecco quindi qualche esempio pratico:
  • Ricerche di mercato, svolte attraverso la conduzione di sondaggi e interviste, oltre che tramite l’esame dei dati già a disposizione. 
  • Analisi della concorrenza, ossia lo studio delle strategie utilizzate da realtà antagoniste per identificare le possibili opportunità, i punti in comune e le eventuali minacce.
  • Previsioni del mercato, elaborate grazie al ricorso di modelli statistici per prevedere i futuri trend e i comportamenti dei consumatori, prendendo in considerazione il maggior numero di variabili possibili.
Naturalmente il fulcro di tutte queste azioni verrà poi sintetizzato nella creazione e nella presentazione di report dettagliati, che raccoglieranno al loro interno tutti i dati analizzati ed una valutazione finale sulle criticità e sulle opportunità presenti. Di conseguenza l’operato degli analisti di mercato risulta fondamentale anche per gli addetti alla comunicazione, rendendo tale figura un professionista a metà tra un ruolo tecnico, per via della sua capacità di elaborare i dati, e strategico perché di fatto ha come finalità principale all’aumento delle vendite. 

Sbocchi lavorativi

Nell’immaginario comune si è soliti ricollegare il lavoro dell’analista di mercato al mondo della finanza. In realtà le opportunità professionali sono molto più variegate e coinvolgono ambiti come l’automotive, l’intrattenimento e persino il settore pubblico. All’interno di una realtà sempre più complessa, infatti, le aziende scelgono di investire proprio negli analisti di mercato per avere un supporto nella comprensione del comportamento del consumatore e nella formulazione di strategie vincenti, ottimizzando così l’impiego delle proprie risorse. Ciò spiega perché tra i principali sbocchi lavorativi di un analista di mercato ci sono: 
  • Start-up
  • Società di consulenza
  • Grandi industrie 
  • Istituti bancari
  • Istituti di statistica
Qui l’analista di mercato può operare sia in veste di dipendente, come è più solito che accada all’interno delle grandi industrie o degli istituti di statistica, oppure con un ruolo di  consulente esterno. A prescindere da ciò il suo lavoro viene svolto nella maggior parte all’interno dei team di marketing o di ricerca, in stretta collaborazione con altre figure professionali tra cui data analyst e marketing manager. 

Come diventare un Analista di Mercato

La carriera da analista di mercato è perfetta per le persone che hanno una mente analitica, ma che amano approfondire anche il lato più inconscio delle persone e le dinamiche psicologiche che si celano dietro ai loro comportamenti. Di conseguenza il percorso per diventare analista di mercato non ha delle regole fisse. Molti, ad esempio, scelgono la strada dell’università iscrivendosi a corsi di economia, matematica e statistica o comunicazione. Esistono però anche delle alternative all’università, primi tra tutti gli ITS, acronimo di “Istituti Tecnici Superiori”. Gli Istituti Tecnici Superiori di fatto sono delle scuole riconosciute dal Miur che offrono corsi post-diploma della durata media di due anni, caratterizzati dalla presenza di un altissimo numero di ore di stage e una retta dal costo estremamente ridotto. Ogni ITS presenta corsi con diversi indirizzi, ma quelli specializzati nell’ambito tecnologico mettono a disposizione dei percorsi come l’ITS Digital Marketing Data o l’ITS Big Data in grado di insegnare tutte le competenze necessarie per diventare analisti di mercato (o marketing analyst). Tutti gli analisti di mercato, infatti, devono possedere competenze tecniche in:
  • Statistica e Data Analyst, essenziali per riuscire a interpretare correttamente le informazioni raccolte.
  • Data Visualization, ossia la capacità di creare delle rappresentazioni visive dei propri risultati, rendendo i risultati comprensibili anche ai non addetti ai lavori.
  • Big Data Analytics, per sapersi destreggiare anche in presenza di quantità di dati estremamente abbondanti.
Le competenze tecniche, però, non bastano. Oltre a ciò un analista di mercato deve necessariamente avere anche una predisposizione spontanea all’osservazione e allo studio della realtà, che può comunque essere allenata con una continua pratica. Tra le competenze trasversali richieste agli analisti di mercato troviamo: 
  • Pensiero critico, che aiuta a non dare mai nulla per scontato. 
  • Competenze tecnologiche, che consiste nell’essere in grado di utilizzare la tecnologia, adattandosi anche ai continui cambiamenti.
  • Team work, per riuscire ad adattarsi alle dinamiche del lavoro in gruppo, in relazione con altri professionisti. 
  • Lateral thinking, traducibile in “pensiero laterale”, cioè un modo di pensare diverso dal comune, originale e talvolta creativo.
  • Comunicazione, essenziale per riuscire a presentare al meglio il significato e il valore dei risultati delle analisi svolte.
Senza queste competenze è infatti difficile mettere in pratica in modo efficace le nozioni teoriche apprese durante gli studi. Se sei quindi interessato a cercare un’occupazione in tale ambito, allora mi raccomando: non tralasciare mai gli aspetti “caratteriali”, perché potrebbero rivelarsi cruciali per poterti differenziare rispetto ad altri candidati. 

Analista di Mercato: stipendio

Quella dell’analista di mercato è una professione un po’ più “di nicchia”. Non sono molte le persone che scelgono di svolgere questo lavoro, motivo per cui per attirare talenti alcune aziende sono disposte a offrire stipendi competitivi. Per un analista di mercato “junior” alla prima esperienza di lavoro la remunerazione di partenza in Italia è solitamente di € 26-27.000 l’anno, leggermente superiore quindi alla media nazionale. Con l’accumularsi degli anni di lavoro la retribuzione aumenta gradualmente fino a toccare i €45-50.000 annui. Ovviamente tali cifre possono subire numerose variazioni a seconda della realtà dove si viene assunti e alla tipologia di contratto stipulato. A prescindere da ciò, le prospettive lavorative sono ottime, soprattutto per gli analisti di mercato che operano all’interno di grandi realtà industriali o in società di consulenza affermate.

Per il colloquio, invece, non è richiesta una preparazione specifica. Sarà tuttavia importante essere in grado di rispondere alle domande poste dai responsabili delle selezioni dimostrando una forte motivazione e una propensione allo studio delle materie previste nel programma di studi. Pertanto bisognerà dare prova di avere consapevolezza del percorso per cui ci si candida e dei possibili sbocchi di lavoro, parlando anche di sé e delle proprie ambizioni, il tutto dimostrando delle buone capacità dialettiche e interpersonali.

Altre informazioni utili da sapere sui test d’ingresso ITS

Le modalità di svolgimento e i criteri di valutazione dei test d’ingresso ITS possono variare non solo in base all’istituto e al corso scelto, ma anche di anno in anno. Per non farsi trovare impreparati è dunque di fondamentale importanza consultare i bandi aggiornati pubblicati sui canali ufficiali dell’ITS presso il quale si vuole sostenere la prova.

Per partecipare alle selezioni è richiesta l’invio di una domanda di ammissione alle selezioni che deve avvenire nelle modalità e nei tempi riportati sul bando, pena l’esclusione dalla prova. È inoltre obbligatoria l’invio di una scansione del diploma o di altri titoli. I candidati che non hanno ancora conseguito il titolo di studio possono comunque inoltrare la propria domanda allegando un’autocertificazione, che dovrà poi essere successivamente integrata.

In fase di invio della domanda è raccomandabile candidarsi a più di un percorso presso lo stesso ITS, indicando un ordine di preferenza. Così facendo è possibile aumentare le possibilità di essere ammessi in almeno una delle opzioni indicate.

Per qualsiasi altra domanda o curiosità sui test d’ingresso ITS il consiglio rimane comunque sempre quello di contattare direttamente le segreterie delle fondazioni, così da ricevere una risposta chiara ai propri dubbi.