ITS Rizzoli fa ripartire le lezioni in formazione a distanza grazie a Office 365 e Microsoft Teams

Il programma di investimenti tecnologici di ITS Rizzoli ha retto lo stress test dell’emergenza virus. In meno di una settimana sistemi informatici up and running, accesso sicuro da parte degli studenti e lezioni online con registrazioni e statistiche di presenza.

“È stata una corsa contro il tempo, ma ce l’abbiamo fatta”. Il Direttore di ITS Rizzoli, Roberto Sella, appoggiato allo schienale della sua poltrona, assieme alla stanchezza tradisce anche la soddisfazione per l’impresa appena compiuta: “Nel mezzo dell’emergenza per il Coronavirus, il rischio di blocco totale delle attività per la scuola e per gli studenti era davvero preoccupante, ma siamo ripartiti in tempi rapidissimi grazie al cloud.”

Direttore, intanto complimenti, ma non crede che l’emergenza virus, nella sua drammaticità, abbia almeno contribuito a una piccola svolta tecnologica?

“Potrei dirle di sì, ma in verità ha solo accelerato l’implementazione finale di un progetto tecnologico partito nel 2018, con un preciso piano di investimenti. Insieme ad alcuni nostri docenti e consulenti, avevamo valutato la piattaforma Microsoft Office 365 Education e, dopo qualche mese, abbiamo siglato un contratto con la società SoftJam per distribuire le licenze originali gratuitamente a tutti gli studenti.”

Da dove viene questa scelta così innovativa e come vi ha aiutato a rispondere a questa emergenza?

“Come ITS Rizzoli siamo nati con una forte vocazione tecnologica. Una linea da sempre condivisa con la Giunta Esecutiva, con i nostri docenti e i collaboratori. A questo proposito voglio citare in particolare Davide Acerbi, che ha portato la visione appresa durante gli anni in Microsoft Italia, Sergio Dicandia, docente e IT manager che si è occupato del settaggio e della distribuzione di Office 365 e infine Davide Bernasconi, attivissimo nel supporto tecnico verso docenti e studenti. Una bella squadra, che insieme allo staff interno ha lavorato anche nei weekend, con gli studenti a fare da tester.”

Davvero complimenti ma, entrando nello specifico, quale strumento avete usato per trasmettere le lezioni?
Alcuni studenti collegati via Microsoft Teams in video chat con il professore.

“Lo strumento d’elezione per questo tipo di attività è stato Microsoft Teams, una moderna piattaforma di comunicazione e collaborazione unificata che sta diventando uno standard nelle aziende e negli enti pubblici. Teams combina chat, videoconferenze, archiviazione file e applicazioni, supportando in questo modo l’interattività tipica delle nostre lezioni. Uno strumento integrato che si presta sia ad erogare sessioni di formazione sincrona interattiva, che a fornire strumenti di e-learning asincrono e accessibile in qualsiasi momento sui dispositivi più diversi. Essendo integrato nel tenant Office 365 di ITS Rizzoli, Microsoft Teams ha garantito agli studenti l’accesso sicuro alla classe virtuale, fornendo anche le statistiche su presenze effettive.”

Molto interessante, ma non temete di esagerare un po’ con il controllo?

“Rispondo di no, per due motivi. Il primo è che l’attività didattica è regolata istituzionalmente e la Regione Lombardia ha stabilito precisi criteri di tracciabilità e identificazione dei partecipanti per certificarne la validità. La possibilità quindi di registrare le lezioni, di convalidare le presenze online degli studenti tramite la reportistica di Teams, sono funzioni essenziali per erogare corsi ITS in formazione a distanza. Il secondo motivo è la tutela dei nostri contenuti, oltre ai progetti e lavori svolti dagli studenti. Office 365 offre sistemi di difesa dagli attacchi e li mantiene al sicuro nel cloud.”

Pensate che questo modello possa diventare una best practice?

“Crediamo di aver sperimentato con successo una soluzione efficace e affidabile. Abbiamo predisposto un documento operativo da sottoporre alla validazione di Regione Lombardia e del Comitato Tecnico Scientifico della Fondazione. Purtroppo, l’emergenza virus ha mobilitato ogni tipo di volontarismo che ha portato all’adozione delle soluzioni più disparate, spesso sprovviste di qualsiasi tipo di verifica o tracciabilità. Lato nostro ci siamo mossi invece con grande attenzione, per garantire l’implementazione di una soluzione dotata dei più alti standard di qualità e affidabilità

Ritiene che questo possa essere un valido esempio di digitalizzazione delle scuole?

“In tutta onestà, avremmo preferito proseguire il nostro programma di adozione in condizioni normali, ma proprio l’emergenza ha rivelato la qualità della nostra scelta. Il nostro obiettivo prioritario era quello di garantire l’erogazione della didattica ai nostri studenti e questa tecnologia è stata decisiva. Ribadisco però che il risultato di oggi è il frutto di una visione strategica di lungo periodo che ha coinvolto tutti i membri di ITS Rizzoli, i responsabili didattici, i docenti e gli studenti.”

Che cosa serve quindi per fare innovazione nelle scuole?

“Hardware e software sono necessari ma non sufficienti. Per fare innovazione serve diffondere una cultura dell’innovazione. Il mio ruolo di Direttore è proprio quello di accogliere le nuove idee e ispirare le persone del mio staff a portarle avanti, andando volontariamente incontro al cambiamento. Questa energia è quella che muove il nostro entusiasmo e che ci fa arrivare in tempo agli appuntamenti con le sfide difficili, virus compresi.”