Dimmi come ti formi e ti dirò chi sei

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Dopo il dibattito sul confronto tra placement degli ITS e delle università, abbiamo promosso un sondaggio social per raccogliere il parere dei professionisti della comunicazione visiva riguardo i propri percorsi formativi.

Un sondaggio è tra gli strumenti più comuni per interagire con gli utenti e recuperare informazioni su argomenti specifici.

È quello che abbiamo fatto promuovendo il sondaggio “Dimmi come ti formi e ti dirò chi sei” all’interno delle principali community legate al mondo della comunicazione.

Un’attività volta a comprendere quali percorsi hanno caratterizzato la formazione dei professionisti del settore e a valutare quanto in futuro potranno essere fondamentali le proposte ITS.

Alla domanda “Che percorso di formazione hai seguito in passato?” le opzioni suggerite erano sette e spaziavano dalle università pubbliche e private alle scuole tecnico/private, passando da percorsi totalmente autonomi e formazione post-diploma.

Una partecipazione davvero alta (648 risposte in pochi giorni) ha confermato quanto l’argomento sia importante e sensibile in questo settore. Le risposte sono presentate graficamente di seguito.

Sandaggio ITS

I dati sono assolutamente chiari: la maggior parte dei professionisti ha scelto una formazione di alto livello.

Le università sono il percorso comune ai quasi 2/3 degli intervistati, seguiti da professionisti autodidatti e dagli istituti di scuola superiore, con una predilezione per gli studi tecnici.

Dove si posizionano gli ITS?

La scelta di seguire un ITS e, più in generale, un percorso post diploma non universitario riguarda solo il 2,2% degli intervistati, un numero davvero modesto ma frutto di una proposta didattica che solo negli ultimi anni sta crescendo, proponendo corsi mirati e studiati sulle richieste del mercato.

Le nuove generazioni potranno quindi contare anche sulle proposte ITS per accrescere le proprie competenze e avere un contatto diretto con il mondo del lavoro: le finalità degli ITS sono focalizzate su questo e la didattica proposta non può non tener conto della reale necessità delle aziende operanti nel mercato.