A2A si associa a ITS Rizzoli e diventa protagonista nella Cyber Security

pubblicato in: Corsi, Rassegna stampa | 4

Il Gruppo A2A ha scelto di aderire come socio partecipante della Fondazione ITS Rizzoli attraverso la sua Società controllata A2A Security SCpA. Una scelta che vedrà impegnata la multiutility all’interno del corso ITS Cyber Defense Specialist.

Diffusione della rete e importanza della Cyber Security

La Cyber Security oggi rappresenta l’evoluzione di una branca dell’informatica che si occupa di studiare i processi, gli strumenti e le tecnologie per proteggere i sistemi informativi e i dati delle aziende. Un corpus di tecniche e metodi sviluppati negli anni non solo da informatici, ma anche sociologi, professionisti di organizzazione aziendale e multinazionali all’avanguardia, che viene implementato nelle aziende da esperti professionisti che desiderano far evolvere le competenze informatiche standard cogliendo le sfide della digitalizzazione pervasiva del nostro tempo.

La diffusione della rete Internet, le molteplici interconnessioni con gli oggetti e la sua importanza per il business hanno infatti moltiplicato il numero e il livello delle minacce che possono arrivare dalla rete. Secondo il rapporto dell’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica – Clusit 2018 gli attacchi gravi ad aziende sono stati 1.552, con un aumento del 37,7% rispetto all’anno precedente. 129 attacchi al mese.
Secondo la vision dell’Associazione Italiana dei Professionisti della Security Aziendale – AIPSA, le grandi sfide sul fronte della sicurezza globale devono essere gestite con le necessarie competenze verticali attraverso un approccio olistico ed integrato.

C’erano una volta gli hacker buoni

Il termine hacker, che negli anni ’70 descriveva gli esperti programmatori informatici in grado di forzare i siti delle multinazionali secondo un codice etico condiviso, è stato superato nei fatti da nuove generazioni di esperti malevoli che si dedicano al furto di valori contabili e di dati, in proprio o su commissione.

Anche se l’hacking etico esiste ancora ed è un ottimo strumento per verificare la sicurezza dei sistemi, il termine ormai indica in modo generico coloro che utilizzano l’informatica per scopi illegali. Un numero in aumento, che concentra la propria attenzione sulle aziende ad alto valore aggiunto, in termini di dati o di fatturato.

Perché A2A sostiene la formazione in Cyber Defense

Ecco perché una realtà importante come il Gruppo A2A ha scelto strategicamente di aderire come socio partecipante della Fondazione ITS Rizzoli e fornire supporto al nuovo corso ITS Cyber Defense Specialist. Una scelta lungimirante, coerente con l’estrema attenzione alla protezione della privacy e dei dati interni.

Alessandro Manfredini, legale rappresentante di A2A Security SCpa, ha commentato positivamente questa iniziativa: “L’accordo firmato oggi conferma l’attenzione del Gruppo A2A al tema della sicurezza dei dati degli utenti e dei sistemi informativi dell’azienda. Un asset di estrema importanza da cui dipende l’affidabilità e la continuità dei servizi erogati ai nostri concittadini. Per questo abbiamo voluto investire nella formazione di giovani tecnici, offrendo anche docenti di provenienza aziendale”.

Una nuova sfida per ITS Rizzoli

Il corso ITS Cyber Defense Specialist è la vera novità dell’offerta corsi di ITS Rizzoli per il biennio 2019-2021. Da ottobre partiranno le lezioni per una classe di 25 ragazzi e ragazze che, oltre alla teoria in classe, svolgeranno uno stage presso le aziende, dove potranno applicare nel concreto quanto imparato.

Roberto Sella, Direttore Generale di ITS Rizzoli, aggiunge che: “La richiesta di associazione di A2A è per ITS Rizzoli un riconoscimento della qualità del lavoro svolto e della capacità di rispondere in tempi rapidi alle esigenze delle aziende. Il corso ITS Cyber Defense Specialist ha infatti raggiunto il punteggio più alto nella valutazione della Commissione Regionale e adesso non vediamo l’ora di accogliere i primi studenti”.

Ai nuovi studenti che si approcciano a questa disciplina, auguriamo un anno scolastico ricco di lavoro ma anche di soddisfazioni!

4 Risposte

  1. Paolo Perego
    | Rispondi

    Scusate ma questa definizione dove l’avete presa?

    “Il termine hacker, che negli anni ’70 descriveva gli esperti programmatori informatici in grado di forzare i siti delle multinazionali secondo un codice etico condiviso, è stato superato nei fatti da nuove generazioni di esperti malevoli che si dedicano al furto di valori contabili e di dati, in proprio o su commissione.”

    Secondo il Jargon file, la definizione di hacker è la seguente: http://www.catb.org/jargon/html/H/hacker.html
    In nessun punto si fa riferimento all’essere in grado di forzare siti di multinazionali secondo un codice etico che, in 20 anni di professione, sinceramente non ho mai avuto il piacere di leggere, magari voi sì.

    • Davide Acerbi
      | Rispondi

      Ciao Paolo, grazie per la segnalazione, ho scritto questa definizione sintetizzato in modo estremo alcuni concetti della cultura hacker, ripresi peraltro proprio nel documento che tu hai citato: http://www.catb.org/~esr/faqs/hacker-howto.html#believe4. Nel documento si afferma che tra i principi ispiratori c’è l’amore per la libertà e la contrarietà all’autoritarismo e alla segretezza che lo accompagna. Principi quindi che hanno ispirato azioni di singoli e gruppi. Tra questi il più famoso è Anonymous, che dal 2006 ha condotto numerose azioni contro personalità e istituzioni pubbliche e private ree di non rispettare i diritti di cittadini e minoranze. https://it.wikipedia.org/wiki/Anonymous

      • Paolo Perego
        | Rispondi

        Ciao Davide, ti ringrazio per il feedback costruttivo. Hai detto cose che condivido tranne l’ultima frase. Quei principi ispirano le azioni di Stallman, di Swartz (https://it.wikipedia.org/wiki/Aaron_Swartz), di Torvalds, di tante persone che ogni giorno fanno ricerca, scrivono software, analizzano software per garantire una postura migliore.

        Anonymous proprio non ha nulla a che fare coi principi e coi valori che si rifanno all’hacking. Vi prego, non insegnate ai vostri ragazzi cose che non sono corrette.

        A presto
        Paolo

        • Davide Acerbi
          | Rispondi

          Ciao Paolo, grazie mille, lo spirito del blog è la discussione. È raro avere commenti e quindi cerchiamo di valorizzare quelli seri e interessanti. Dopo la tua risposta mi sono riletto la pagina dedicata a Swartz e quella dedicata ad Anonymous su Wikipedia. Che dire… capisco che questi ultimi abbiano condotto sulla base di principi politici delle azioni illegali, ma a meno che tu non abbia una definizione di hacking tale da escluderli sulla base di criteri oggettivi, penso che seppure in modo contraddittorio, facciano anche loro parte dell’hacking “etico”. Tengo a dire che l’articolo è farina del mio sacco e quindi mi assumo anche la responsabilità di mancanze dovute a una conoscenza più superficiale. Se hai altre informazioni utili, condividiamole qui 🙂 ciao!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *