Un’attrazione fatale per la Spagna

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Dove le strade si incrociano, dove il mare non può essere immaginato, dove chi fugge torna sempre, sto parlando di Madrid. – Joaquín Sabina

 

Mi chiamo Leila Raja, ho 21 anni, vivo a Milano e quest’anno grazie al programma Erasmus+ ho avuto l’opportunità con ITS di svolgere il mio tirocinio all’estero a Madrid, Spagna. Erano anni che nella mia testa rimbalzava quotidianamente la voglia e la curiosità di prendere e partire per la Spagna, ma non da turista, perché quello l’avevo già fatto, io volevo viverla, assaporarla in ogni suo singolo angolo, e quale miglior città se non Madrid?

Per questo sono stata felicissima quando la mia domanda Erasmus+ è stata accettata e con destinazione Madrid! Peccato però che l’euforia non sia durata molto, lasciando subito spazio alla preoccupazione per il giorno della partenza e al problema di dover cercare casa alla svelta. Un appartamento che non fosse troppo costoso e al tempo stesso non troppo distante dal mio luogo di lavoro.

L’altra incognita era la convivenza con altri ragazzi e l’indipendenza. Come mi sarei trovata? Sarei stata in grado di affrontare da sola spesa, pulizie, gestione dei soldi e del tempo? Come avrei fatto senza le care vecchie abitudini… gli amici e la mia famiglia? Sarei riuscita a mettermi in gioco in un paese che non conoscevo, e con una lingua di cui sapevo a malapena qualche frase? Mille e mille pensieri, fino a salire sull’aereo.

Una volta seduta al mio posto, è come se la preoccupazione fosse scomparsa. Era tutto svanito dinanzi alla consapevolezza che non sarei più tornata indietro per un po’ e quindi, per belle o brutte che fossero, avrei affrontato tutte le sfide.

Madrid, lavoro, rispetto e cordialità

Sarà che ho sempre voluto vivere in Spagna, ma appena uscita dall’aeroporto mi sono subito innamorata di Madrid. La città, con tutti i suoi ampi viali e le sue viuzze, gli innumerevoli parchi tutti ben curati e diversi tra loro. Le piazze sempre piene di turisti e madrileni a ogni ora del giorno della nottte. Il profumo di arte e di piatti tipici, i suoi maestosi monumenti e musei sempre affollati. Madrid, dove è sempre festa e non è permesso non portare un sorriso sul viso.

Ma la vera sfida è stata il passaggio da “turista” a cittadina. Per fortuna gli spagnoli sono molto aperti e non mi hanno mai fatto pesare la differenza culturale. Fin dal primo giorno in azienda mi sono trovata a mio agio e i miei colleghi hanno risposto a tutte le mie domande sulla lingua e sul lavoro. L’azienda si occupava di stampa offset e sin dall’inizio mi hanno insegnato i primi rudimenti dell’utilizzo della macchina. Una bella emozione ma anche tanta responsabilità.

Inizialmente le differenze quotidiane le notavo facilmente. Gli orari dei pasti erano completamente “sballati” rispetto ai nostri, ma a parte questo mi hanno colpito altre abitudini come la cordialità e il rispetto reciproco. Un esempio che mi è rimasto impresso è il comportamento alla fermata dell’autobus. Man mano arrivano le persone si mettono in fila e quando arriva l’autobus salgono rispettando l’ordine di arrivo. Salendo sul mezzo poi, tutti salutano il conducente e timbrano biglietto e tessera. Un comportamento che non avevo mai visto nella mia Milano.

Letta così può sembrare una piccola differenza culturale, ma secondo me dice molto dell’attenzione verso il prossimo che permea la società spagnola. In tutto ciò io ci vedo il rispetto per il lavoro che sta svolgendo il conducente, il rispetto per le persone che ti circondano, la cordialità e anche una sorta di “meritocrazia del tempo” che da milanese apprezzo.

La città, le feste e la movida

Oltre a questo devo confessare che è stato stupendo passeggiare per le vie di Madrid, sia in quelle più famose come la Gran Via e quelle nei paraggi di Puerta del Sol che le più nascoste, quelle che trovi solo quando inizi a camminare senza una meta precisa. Per gli amanti della movida, ci si può divertire a qualsiasi ora e in qualsiasi posto, dal barettino sotto casa al pub più chic della città. Vedere Madrid dall’alto durante il tramonto è magnifico e lo si può fare in una delle numerose terrazze o parchi posizionati sulle alture. Il carattere degli spagnoli è aperto e festaiolo e ci sono sempre occasioni sociali come le feste delle tapas o la festa di San Isidro.

Cosa ho imparato

Durante questi mesi ho acquisito molla fiducia in me stessa, soprattutto perché costretta a dare il meglio di me nella comunicazione verso gli altri, nel lavoro di tutti i giorni, nell’adattarmi agli imprevisti e nel cogliere nuove opportunità. Ho dato libero sfogo alla mia voglia di scoprire, conoscere e imparare, vedere nuovi luoghi, conoscere persone, sperimentare nuove abitudini.

Qui a Madrid ho dovuto fare appello alla mia responsabilità per risparmiare, fare calcoli sulla spesa, trovare le offerte, pensare a come e cosa prepararmi da mangiare. Ho imparato direttamente che il denaro va gestito e di conseguenza a ho dovuto mettere da parte qualche capriccio. Ho apprezzato le diversità culturali e le ho vissute come un arricchimento personale e per la società, non più come un limite o una barriera.

Ho capito che casa è casa, che sembra banale, ma non lo è mai. Non posso nascondere che casa mia e la mia stanza mi sono mancate ma ho capito il loro valore, l’importanza dei miei famigliari e degli sforzi che hanno fatto per me. Ho vissuto l’importanza dell’amicizia, di quanto in certi giorni sia essenziale avere qualcuno con cui confidarsi.

Ognuno di noi appartiene ad una città, piccola o grande, e a una comunità. C’è chi ha la fortuna di nascerci, c’è chi lo sa da sempre, chi lo scopre dopo un viaggio e chi dopo numerosi viaggi ancora non l’ha scoperto. Ma se avessi rinunciato a mettermi in gioco avrei perso un’occasione per conoscere un nuovo paese e, per differenza, conoscere meglio me stessa e il mio.

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