Quando il dato diventa arte

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Quando il dato diventa arte

La capacità di rappresentare il mondo che ci circonda ottiene nuovo risalto grazie all’infografica. Una forma creativa astratta con una lunga storia alle spalle, ma che oggi torna alla ribalta grazie ai Big Data e al graphic design.

L’infografica è una forma di comunicazione semplice ed efficace, un nuovo modo di vedere il mondo dei dati, comunicando idee complesse in modo diretto e immediato. Tecnicamente un’infografica è una rappresentazione visuale dei dati, nata dall’incrocio delle arti visive con il giornalismo e l’informatica.

Nella nostra società, iperconnessa e veloce, ogni secondo vengono raccolte enormi quantità di dati grazie alle reti e ai sistemi informativi. L’informatica ci dà una mano, ma a meno di non possedere doti statistiche innate, è difficile farsi una rapida idea delle quantità in gioco guardando tabelle piene di numeri.

Capire i dati? Basta un colpo d’occhio

Il problema è riuscire a leggere e capire questi dati. Ecco perché negli anni abbiamo sviluppato istogrammi, grafici a torta, grafici a linee e ad anelli che ci permettono di osservare a colpo d’occhio le differenze e i valori più importanti.

I grafici, derivanti dal piano cartesiano, sono uno strumento utilissimo, ma da un punto di vista grafico anche molto povero. Soprattutto hanno un difetto: non permettono sempre di capire il nesso tra quantità quando si tratta di analizzare fenomeni complessi come la produzione di gas serra, l’inquinamento dei mari o la povertà mondiale.

Crediamo in Dio, per tutto il resto servono dati” – W. Edwards Deming

Questa frase di W. Edwards Deming spiega perché come sempre più spesso le notizie e le informazioni su fenomeni economici e sociali riportino ricchi grafici e le fonti dei dati. Se rappresentati nel modo giusto i dati parlano lo fanno spesso in modo più veloce e intuitivo dei testi scritti.

Per questo oltre a nuovi tipi di grafici, alcune aziende come L’Ego editore e Accurat lavorano ogni giorno alla realizzazione di tavole e sistemi interattivi che ci permettono di vedere i dati. Lavori sofisticati che combinano rigore statistico e graphic design. La componente creativa, con l’uso di forme e colori, si fonde con l’elaborazione statistica dando vita a vere e proprie opere d’arte.

Ecco perché negli ultimi anni, le infografiche sono utilizzate sempre più frequentemente nei giornali, nelle riviste, nei manuali d’istruzione, nei libri di testo scolastici. Esistono poi anche forme interattive pubblicate all’interno di siti web e app per smartphone e il cui scopo è quello di coinvolgere l’utente.

Una breve storia dell’infografica

  • 7500 A.C: Nella preistoria sono stati creati i primi esempi di infografica: le mappe
  • 1626 d.C.: Il gesuita Christoph Scheiner usa una grande varietà di elementi grafici per rivelare la sua ricerca astronomica sul sole
  • 1786: William Playfair pubblica i primi grafici di dati nel suo libro “L’atlante commerciale e politico”. Inventa i primi diagrammi ad area
Fonte:Wikimedia foundation

 

  • 1801: Playfair continua ad innovare creando i primi diagrammi ad area nel suo “Breviary” di statistica
  • 1861: Mediante grafico seminale, Charles Joseph Minard rappresenta la marcia su Mosca di Napoleone
Fonte: Wikipedia

 

  • 1878: James Joseph Sylvester crea diagrammi rappresentanti la relazione fra legami chimici e proprietà matematiche
  • 1936: Otto Neurath introdusse un sistema di pittogrammi progettati come linguaggio visivo che include figure umane stilizzate
  • 1972: Otl Aicher creò, per le Olimpiadi di Monaco di Baviera, una serie di pittogrammi e che influenzarono la stile nella segnaletica
Fonte: Studio Practice

 

  • 2017: L’infografica è utilizzata nei giornali, nelle riviste scientifiche, nei saggi, nei manuali d’istruzione o di statistica. Molto utilizzata come strumento da parte dei matematici, statistici e informatici per semplificare i processi di sviluppo e comunicazione di informazioni astratte.

L’infografica salverà la stampa tradizionale?

Oggi la stampa sembra attraversare una pesante crisi: riviste e quotidiani chiudono, le redazioni vengono decimate e i ricavi della pubblicità continuano a calare. Le cause sono molteplici: la nascita dei nuovi media, la gratuità della rete, una modalità di fruizione diversa e altre questioni.

In questo panorama posso affermare che l’infografica si è rivelata uno strumento capace di ingaggiare la curiosità del lettore e al tempo stesso di far capire in pochi secondi rapporti e informazioni altrimenti riservate solo a chi svolge profonde analisi dei dati. Forse il destino della stampa non dipenderà dal successo o meno della rappresentazione grafica dei dati, ma questa è uno strumento che conserva la sua efficacia anche nel tempo dell’interattività.

Il mio project work

Ho potuto approfondire la mia conoscenza su questo tema grazie allo stage presso L’Ego editore. Le informazioni raccolte in questo articolo sono state tratte dalla mia tesi di fine stage, che potete consultare cliccando qui.

 

Tommaso Pagano

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