Build your experience and think positive with Erasmus+

pubblicato in: Erasmus+ | 0

L’Erasmus+ è uno dei programmi proposti dall’Unione Europea che si rivolge agli studenti universitari, ai giovani e ai tirocinanti disposti a vivere per un periodo di tempo all’estero per questioni di studio, ricerche o lavoro. Un occasione che permette a tanti ragazzi come me di potersi mettere in gioco, di affrontare nuove sfide, di sperimentare, di entrare in contatto con coetanei che hanno abitudini, pensieri e punti di vista differenti.

Un progetto che consente di scoprire luoghi e culture diverse, ricordando a tutti con orgoglio che ci troviamo nella stessa casa comune: l’Europa. Nasce così un senso di appartenenza che ci unisce come cittadini europei e che ci rende una grande famiglia! Insomma, dei veri “cittadini del mondo”. Un opportunità unica che mi ha interessato fin dal primo momento in cui me ne hanno parlato in ITS Rizzoli.

La Fondazione ITS Angelo Rizzoli è accreditata nel programma Erasmus+ e non appena è uscito il bando di selezione ho inviato la mia domanda. Dopo poche settimane sono usciti i risultati e ho avuto la fortuna di essere stato selezionato! Sarei andato a Ghent, città del Nord-Ovest del Belgio.

Lavorare all’estero: la mia esperienza

Tralascerò i dettagli del viaggio e i sentimenti della partenza per descrivere cosa è successo appena giunto a destinazione. Ho conosciuto subito il tutor di stage, David Van Driessche, che è stato fin dall’inizio molto gentile e disponibile. I colleghi dell’azienda FourPees sono stati molto accoglienti e collaborativi durante la nostra permanenza a Ghent, specialmente il titolare, Tom Peire, e il mio tutor, che ci hanno coinvolto in prima persona sui tre progetti di questo tirocinio.

L’azienda era alla ricerca di un Graphic Designer e di uno sviluppatore web disposti a collaborare sul progetto di tre siti web differenti. Per realizzarli ho collaborato con la mia collega e compagna di viaggio Giovanna Ciancio. Ci siamo suddivisi il lavoro basandoci sui nostri punti di forza: lei si sarebbe occupata di creare l’interfaccia grafica (UX/UI Design) e io avrei avuto il compito di sviluppare il codice, realizzando tre siti funzionali e pratici.

Prima ancora di iniziare dovevamo pensare al naming, al brand e alle immagini coordinate di ogni progetto e in seguito presentarle ai nostri referenti dell’azienda. Un lavoro che richiedeva un’attenta analisi, studio e tanta creatività. Il fatto di poter collaborare con un designer, confrontandomi ogni volta per capire se ricreare o meno certi elementi, mi ha fatto sentire davvero parte di un team, alimentando la mia dedizione e perseveranza.

Un percorso di crescita professionale e personale

L’Erasmus per me non è stato solo un’avventura, un viaggio entusiasmante e ricco di ricordi, ma una sfida che mi ha permesso di migliorare e crescere in ambiti diversi, dal contesto lavorativo a quello sociale, dalla convivenza alla condivisione. Proprio parlando di convivenza, all’inizio non andavo molto d’accordo con Giovanna ma in quel periodo insieme ho avuto modo di conoscere a fondo le sue caratteristiche e ho imparato a relazionarmi in modo più amichevole e paziente.

Vivere in un paese di cui non sapevo niente mi ha spinto a sfidare le mie timidezze, le mie ansie sociali e le mie fobie in generale. Conoscere nuove persone, farsi una rete di amici anche al di fuori dall’azienda sono solo alcune delle cose che mi hanno aiutato a superare alcune dei miei limiti interiori. Soprattutto è stato importante per uscire dalla zona di comfort e imparare nuove abitudini positive, una pratica davvero rigenerante.

Aprirsi alla diversità

Oltretutto, grazie alle persone con cui ho instaurato un forte legame d’amicizia sono riuscito a migliorare il mio inglese e a imparare qualche espressione anche in olandese e greco grazie alla mia vicina Chrysi Papadugiani, d’origine greca e anch’essa in Belgio per l’Erasmus. Insieme abbiamo fatto gite interne e visitato città come Bruxelles e Bruges. Grazie a questo stage ho scoperto di essere diventato anche più tollerante con la diversità. Si scopre quanto è vasto il mondo e che tutto ciò che rappresenta la nostra quotidianità è soltanto una delle mille quotidianità che già esistono.

Amici a GhentDurante la mia permanenza ho dovuto impegnarmi a essere più organizzato e responsabile. Ho dovuto curare la casa, gestire le mie risorse finanziarie, fare la spesa, occuparmi dei propri vestiti ecc. Ghent poi è una città che sa farti innamorare di sé appena ti accoglie e la sera, la zona del centro diventa magica con le luci dei palazzi e dei locali che si specchiano e riflettono sui canali.

Mi ritengo molto fortunato per aver avuto questa occasione ma soprattutto soddisfatto dei risultati che ho portato a casa. Sono profondamente grato all’ITS, ai miei tutor di stage: alla professoressa Elena Failla e Ester Crisanti, alla mia famiglia e tutte le persone che mi hanno sostenuto durante la mia permanenza a Ghent.

Insomma, spero possiate avere la mia stessa fortuna, in ogni caso, cogliete l’occasione per viaggiare e mettervi in gioco!

Axl Abrea

Lascia una risposta